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Abbazia di Valserena

L’abbazia di Valserena o abbazia di San Martino dei Bocci, nota comunemente ma erroneamente come certosa di Paradigna, è un’ex abbazia cistercense dalle forme gotiche e barocche, situata a Paradigna, frazione alla periferia nord di Parma. Fondata nel 1298 e sconsacrata nel 1810, è sede dal 2007 del Centro studi e archivio della comunicazione dell’Università di Parma. Secondo numerosi storici fu l’abbazia di Valserena e non la certosa di Parma a ispirare lo Stendhal per il suo romanzo La Certosa di Parma.


Pieve di Talignano

La pieve di San Biagio, nota anche come pieve di Talignano, è un luogo di culto cattolico dalle forme romaniche situato nella piccola frazione di Talignano del comune di Sala Baganza, in provincia di Parma; appartiene al gruppo delle pievi parmensi. Fu innalzata probabilmente agli inizi del XII secolo dai frati appartenenti all’oggi scomparso monastero cistercense della Rocchetta, che all’epoca sorgeva su un versante del non lontano monte Prinzera, anche se le prime testimonianze della sua esistenza risalgono soltanto al 1230. In stile romanico, nacque quale tappa intermedia per i pellegrini che percorrevano la Via Francigena e potevano trovare ospitalità nell’annesso ospizio in seguito distrutto. 


Pieve di Sasso

La pieve di Santa Maria Assunta, nota anche come pieve di Sasso, è un luogo di culto cattolico dalle forme romaniche situato sulla sommità di un colle nei pressi della piccola frazione di Sasso, appartenente al comune di Neviano degli Arduini, in provincia di Parma. Appartiene al gruppo delle pievi parmensi.


Abbazia di Priorato

La chiesa di San Benedetto è un luogo di culto cattolico dalle forme barocche situato a Priorato, piccola frazione di Fontanellato, in provincia di Parma. Risale al 1013 il primo documento che menzioni la presenza a Fontanellato dei monaci benedettini appartenenti all’abbazia di Leno, che avviarono il recupero dei territori abbandonati in seguito alle invasioni barbariche. Risale invece al 1230 la prima testimonianza dell’esistenza della chiesa di San Benedetto, ancora dipendente dall’abbazia bresciana. Nel secolo successivo l’importanza del monastero crebbe, tanto che la struttura fu elevata a priorato, forse già nel XIII secolo, anche se la prima testimonianza certa in tal senso risale al 1332.


Pieve di Gaione

La pieve dei Santi Ippolito e Cassiano, nota anche come pieve di Gaione, è un luogo di culto cattolico dalle forme romaniche situato accanto al torrente Cinghio a Gaione, piccola frazione alle porte di Parma; appartiene al gruppo delle pievi parmensi. L’originario luogo di culto fu edificato tra il VII e l’VIII secolo sui resti di una struttura, probabilmente una villa, di epoca romana; ne sopravvivono i resti di un piccolo altare, realizzato riutilizzando antichi mattoni romani.


Pieve di San Genesio

La pieve di San Genesio è una pieve romanica situata nei pressi di San Secondo Parmense, in provincia di Parma; appartiene al gruppo delle pievi parmensi. Le prime notizie dell’esistenza della chiesa sono datate 1016 anno in cui la chiesa subì grandi riparazioni. Il fatto che subisse importanti restauri lascia quindi presagire che la chiesa esistesse già da molto tempo; infatti, sebbene non esistano documenti ufficiale che lo comprovino, pare che la pieve fosse già esistente nel IX secolo, probabilmente fondata dai canonici del Capitolo della Cattedrale di Parma all’interno della corte di Pariola.


Pieve di San Prospero

La pieve di San Prospero è un luogo di culto cattolico dalle forme romaniche e neoromaniche situato a Collecchio, in provincia di Parma; appartiene al gruppo delle pievi parmensi. L’originario luogo di culto fu edificato in stile romanico nell’XI secolo lungo la Via Francigena, sui resti di un antico tempio pagano.


Oratorio della SS. Annunziata di Vedole

L’oratorio della SS. Annunziata di Vedole venne fatto costruire nel 1586 da Anna Sanseverino imparentata col feudatario di Colorno Gian Francesco, e affidato ai domenicani. Passato alla Comunità di Colorno, ormai cadente, venne ceduto alla duchessa Dorotea Sofia, moglie di Francesco Farnese, che lo fece ricostruire dall’architetto Giuliano Mozzani (1720) su pianta ottagonale con la facciata a ridosso dell’argine della Parma; Mozzani fu coadiuvato dallo scultore Antonio Borra per le opere plastiche in stucco e dal pittore fiorentino Sebastiano Galeotti per la decorazione delle volte traforate. Caratteristica la copertura “alla tedesca” con tegole di maiolica gialle, blu e bianche. E’ stato restaurato nel 1999.


Reggia di Colorno

Il palazzo ducale di Colorno, noto anche come reggia di Colorno, fu costruito agli inizi del XVIII secolo dal duca Francesco Farnese sui resti della rocca di Colorno.


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