L’inizio della fine

Siamo al 19 marzo 2015: il Parma Calcio, squadra dalla storia centenaria, è ufficialmente fallita.

L’inizio della fine è datato 18 maggio 2014, quando, sul campo, viene conquistato l’accesso al terzo turno preliminare di Europa League, chiudendo il campionato di serie A al sesto posto, davanti al Torino. In questa calda serata di fine maggio, la situazione vede il Toro al sesto posto provvisorio in classifica a 56 punti, mentre la formazione ducale è settima a 55, dopo che nella seconda metà del girone di ritorno le due formazioni si sono date battaglia con sorpassi e contro sorpassi. I gialloblu devono affrontare al Tardini il Livorno già retrocesso, mentre i granata se la devono vedere al Franchi con la Fiorentina, già in Europa. Non siamo padroni del nostro destino: dobbiamo vincere e sperare che il Torino non faccia altrettanto! Oppure, in virtù del vantaggio negli scontri diretti, in caso di sconfitta del Toro, potrebbe essere sufficiente un pareggio. Tutto ciò assumerà, pochi anni dopo, un sapore di già vissuto!

Il Parma vince, non proprio in scioltezza, per 2-0, dopo che Amauri al 62′ la sblocca e poi raddoppia all’80’. Il Torino fino all’83’ sta soccombendo per 2-1: per la qualificazione sembra fatta. Però, in un finale di gara thrilling, prima raggiunge il pari all’84’ con Kurtić, poi, a tempo già scaduto, quando a Parma la gara è terminata e tutti sono in trepidante attesa del fischio finale di Firenze, ottiene il rigore della possibile qualificazione. Sul dischetto va Cerci, ma il portiere viola intuisce e para!

Al Tardini scoppia la festa! Il parma, dopo 9 anni dalla sua ultima comparsa in Coppa UEFA (2006-2007), è nuovamente in Europa! Il tutto nell’anno del Centenario di fondazione del club: incredibile ma vero, sembra tutto perfetto e bellissimo!!!

Però… come spesso accade, c’è un però. La qualificazione europea sfuma: dopo qualche giorno si viene a conoscenza che il club non è in regola con alcuni pagamenti IRPEF e gli viene negata la licenza UEFA. Si tratta del primo tassello di una serie di gravi problemi finanziari che si protrarranno per tutta la stagione successiva, segnata da continui cambi di presidenza e proprietà, fumo negli occhi di tutti, prese in giro e negazione della più solare evidenza. Sembra di essere piombati in un terrificante incubo. Il risveglio finalmente avviene, ma è tramite una mazzata in faccia: dopo il fallimento della società, le trattative pseudo-reali con alcuni compratori italiani e stranieri, le aste fallimentari andate deserte a causa degli altissimi debiti di cui si dovrebbe fare carico la nuova proprietà, il Parma Calcio sparisce dagli elenchi federali… non esiste più!

La rinascita e il nuovo inizio

Siamo così arrivati al 27 luglio 2015: una nuova società sportiva dilettantistica, la S.S.D. Parma Calcio 1913, vede i natali, affiliandosi alla FIGC, che la ammette in sovrannumero in Serie D. Calcisticamente parlando, la città di Parma ha nuovamente una squadra che la rappresenta. Il nuovo club è posseduto da due società: Nuovo Inizio srl, composta da 7 imprenditori locali, che ne controlla la maggioranza, e da Parma Partecipazioni Calcistiche, formata da tutti quei tifosi che vogliono prendere parte alla storia della squadra. L’unico giocatore tesserato è Alessandro Lucarelli, il Capitano! Profetiche saranno le sue parole: “Sono morto con il Parma, rinascerò con il Parma!”

Il 3 agosto 2015, a Collecchio, primo giorno di ritiro precampionato, sotto la guida del nuovo mister Gigi Apolloni, bandiera del Parma più bello ed amato, e davanti agli occhi del presidente Nevio Scala, il numero di tesserati è 10!

Il giorno 6 settembre 2015 siamo ad Arzignano, dove parte un nuovo, strano, stimolante ed indimenticabile campionato. La partita finisce 1-0 per il nuovo Parma, grazie ad un generoso rigore concesso nei minuti finali e realizzato da Musetti, ed un gol-non-gol (forse più gol che no) non dato ai nostri avversari sullo 0-0. La stagione che si è appena aperta ci proietta in un mondo calcistico vero e genuino, molto più a misura d’uomo, dove i giocatori non sono quei mostri sacri, intoccabili ed irraggiungibili, dei campioni di serie A, ma persone più umili e disponibili, trascinate e, a volte, quasi spaesate per tanto entusiasmo e tifo. In questo contesto, come dimenticare l’invasione di Brescello degli oltre 3000 supporters gialloblù per il derby col Lentigione (sì, il Lentigione, non la Roma, il Milan o la Juve, ma il vicino paese d’Oltrenza), costretto a disputare la gara a Brescello, viste le piccole dimensioni del proprio stadio di casa?

25/10/2015 – Lentigione – Parma 0-3
25/10/2015 – Lentigione – Parma 0-3

Come dimenticare il viaggio di questa trasferta fatto da alcune centinaia di tifosi in sella a Vespe, scooter o biciclette, con tappa per il “terzo tempo” in un bar di Sorbolo, in cui alcuni giocatori si sono messi dietro il bancone e si sono improvvisati barman? Come dimenticare la festa di un Parma Club in cui i giocatori stessi si sono messi a tagliare ed impiattare la torta, servendo piatti e calici di spumante ai tifosi presenti?

Ancora, le trasferte su campi più simili a coltivazioni di patate che a impianti da calcio; le strutture improvvisate per l’occasione, come la tribuna stampa e tribuna v.i.p. in tubi innocenti (con tanto di cartellone pubblicitario dell’impresa che l’ha montata) in quel di San Mauro Pascoli, campo divenuto famoso per il cerchio di centrocampo non in centro e non in cerchio?

E che dire del pallone finito in laguna nella trasferta di Chioggia? O della sfilata di trattori nell’intervallo della partita a Borgo San Lorenzo? In questi contesti non c’è da stupirsi nel vedere i nostri giocatori impossibilitati a scendere in campo per infortuni o squalifiche, mescolati in mezzo ai tifosi ad esultare o a lanciare cori.

Nel giro di pochi mesi si è passati da stadi ultramoderni ad impianti di paese piccoli, vecchi ed incompleti, quasi parrocchiali, ma il tifo, la fede calcistica e l’orgoglio crociato sono rimasti sempre quelli, assolutamente invariati. Anzi, per certi versi si sono rafforzati, rinsaldando i legami tra tifoseria e squadra. Basti pensare ai più di 10.000 abbonati, che uniti all’organizzazione a livello professionistico del club ducale, con un centro sportivo e uno stadio da serie A, hanno riempito l’annata di dolci contrasti!

Salvo rarissime occasioni, tutte le trasferte sono state feste di paese per celebrare l’invasione dei tifosi ospiti; mentre per noi sostenitori crociati, l’occasione per la classica gita fuori porta domenicale.

Nell’arco del campionato ci sono molti alti e pochi bassi, con le squadre avversarie che contro di noi giocano alla morte; ma dopo una sola stagione tra i dilettanti, il 17 aprile 2016, con la vittoria casalinga per 2-1 sul Delta Rovigo, i ducali festeggiano il ritorno tra i professionisti, al termine di un’annata da record sia per seguito di tifosi che per punti fatti.

8/5/2016 - Sammaurese - Parma 0-2
8/5/2016 – Sammaurese – Parma 0-2

Chiudendo l’intero campionato senza sconfitte, il Parma raggiunge il primato stagionale dell’unica squadra imbattuta nelle prime quattro serie italiane.

Indimenticabile è “l’invasione di curva” dei giocatori crociati, che nella festa finale, aprono i cancelli ed entrano nel cuore del tifo organizzato, lanciando cori e sventolando bandiere! La rivisitazione, in chiave gialloblu, della classica “invasione di campo”!!

In seguito, come da tradizione, squadra e tifosi si ritrovano in piazza all’ombra di Garibaldi per continuare i meritati festeggiamenti! Un nuovo e dolcissimo capitolo è stato appena scritto!!

3 risposte a "Come l’Araba Fenice: la fine, la rinascita e il nuovo inizio"

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