Per la serie “Posti incantevoli dietro casa”, un tiepido sabato di inizio marzo (9/3/2019) è stato l’occasione per un facile trekking nel cuore della Bassa parmense, ovvero nel territorio di Mezzani, proprio in riva al Grande Fiume Po. La meta della passeggiata è stata la Riserva naturale orientata della Parma Morta, un area naturale protetta dell’Emilia-Romagna, istituita nel 1990.

La Parma morta

La Parma morta

La riserva è stata istituita attorno all’antico alveo del torrente Parma che un tempo sfociava nel torrente Enza. Nel 1870 una deviazione cambiò il corso del fiume, facendolo confluire direttamente nel Po. Il vecchio ramo fu escluso dal corso delle acque ed abbandonato; per questo motivo venne denominato Parma morta.

Le acque che ristagnano in questo tratto chiuso di torrente sono quelle dell’Enza, che risalgono fino all’altezza della località Parmetta, a circa mezzo chilometro dall’attuale corso della Parma. Per garantire all’area il corretto livello di acqua, necessario per il mantenimento dell’ecosistema, è stato creato un impianto di fito-depurazione che dai canali di bonifica circostanti assicura un flusso idrico costante in ingresso.

Il percorso ad anello

Partendo dal Municipio di Mezzani e salendo per un tratto sull’argine destro del Po, si costeggia il lato a sud del ramo della Parma morta.

Si passa dal lago di fitodepurazione, attraverso alberi secolari di gelsi, noci e pioppeti naturali, incrociando cormorani che asciugano le loro ali al sole, antiche case coloniche e campi geometricamente arati.

Vuoi per la perfetta temperatura dell’aria delle giornata soleggiata, che consentiva di stare in maniche corte, vuoi per i rumori soffusi della natura, per tutto il percorso sono stato avvolto da una meravigliosa sensazione di calma e rilassatezza, difficile da provare in altri frangenti. Un scandire lento del tempo, tra rumori di picchi che lavorano in lontananza e aironi cinerini che svolazzano dal loro “condominio” ai campi circostanti.

Apriro una piccola parentesi proprio su quest’ultima similitudine: molto interessante è la garzaia, ovvero il luogo dove nidificano collettivamente gli Aironi. Sono alberi di notevole altezza sui cui rami, a più livelli, vengono costruiti i nidi; in quelli più elevati, ovvero negli “attici”, seguendo la similitudine col condominio, si collocano gli aironi cinerini.

La Parma morta

In certi tratti, lungo le rive della Parma morta, i rami delle piante si intrecciano formando caratteristici tunnel naturali; il più incantevole è quello sul lato nord (dopo l’acquario di Mezzani), interamente formato da biancospini: per questo motivo viene chiamato Tunnel di biancospino. Per me è lo scenario che vale l’intera escursione!

Con un piccolo volo di fantasia, puoi lasciarti trasportare in un’ambientazione celtica a pochi metri dal Po! Mi sono riproposto di tornarci a fare qualche scatto durante il periodo di fioritura, tra aprile e maggio.

Anche sulla via del ritorno abbiamo fatto degli incontri inaspettati; infatti su alcuni tronchi galleggianti, tra i chiaroscuri della vegetazione, sono stati frequenti gli avvistamenti di tartarughe che si scaldavano al sole o di pesci di fiume intenti a divorare gli insetti sul pelo dell’acqua.

La Parma morta: Antea mostra il vecchio percorso della Parma
Antea mentre mostra il vecchio percorso della Parma

 

Una menzione particolare ed un grande ringraziamento va all’organizzatrice dell’escursione, ovvero la bravissima guida ambientale Antea Franceschin di Controvento Trekking www.controventotrekking.it, che ci ha fatto scoprire tante cose nuove ed interessanti.

 


NOTE:

  • per vedere il geotagging delle foto è possibile andare sull’album Flickr qui
  • per scaricare il tracciato in formato GPX fai click qui; in formato KMZ fai click qui

 

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