La Marcialonga, conosciuta anche come Marcialonga di Fiemme e Fassa o Marcialonga skiing, è la più importante e famosa competizione granfondo di sci di fondo in Italia e si disputa sulle nevi delle Valli di Fiemme e Fassa (Trento), l’ultima domenica di gennaio.

Storia

Nell’estate del 1970 quattro amici (Mario Cristofolini, Giulio Giovannini, Roberto Moggio e Nele Zorzi) decisero di organizzare in Val di Fiemme una maratona sciistica che ricalcasse, in qualche maniera, la leggendaria Vasaloppet, storica e conosciuta competizione svedese di sci di fondo, a cui avevano partecipato il precedente inverno. Il 7 febbraio 1971 si tenne così la prima edizione della Marcialonga di Fiemme e Fassa.

A causa della mancanza di neve, la manifestazione non si svolse negli anni 1975, 1989 e 1990, mentre in molte altre edizioni il percorso è stato accorciato. Nel 2004 la Marcialonga fu inserita nella Coppa del Mondo di sci di fondo: tra le donne, per Gabriella Paruzzi, è stata decisiva l’affermazione nella gara trentina per la conquista della coppa di cristallo. Alcuni atleti di punta non parteciparono, temendo di esaurire le loro energie in vista del prosieguo della stagione. Nel 2013, anno memorabile in cui la Val di Fiemme ospitò per la terza volta i campionati mondiali di sci nordico e le gare di sci di fondo della XXVI Universiade invernale, si registrò il maggior numero di partecipanti, con 7.570 atleti. Nel 2007, nel 2015 e nel 2017, a causa della scarsità di neve, la gara è stata accorciata a 57 km (partenza da Mazzin in direzione Canazei e ritorno fino a Cavalese), grazie all’utilizzo di neve artificiale. 

A causa della pandemia di COVID in Italia, nel 2021 la 48ª edizione è stata organizzata per evitare gli assembramenti di atleti o tifosi: la partenza dalla piana di Moena è avvenuta in maniera ordinata e distanziata sui binari tracciati nella neve, il percorso è stato modificato per evitare l’attraversamento dei paesi e gli eventi collaterali sono stati annullati.

Percorso

Il tracciato della Marcialonga (percorribile con gli sci di fondo durante tutta la stagione invernale e a piedi, con gli skiroll, in bicicletta e a cavallo nei mesi estivi) attraversa tutta la Val di Fassa e poi quella di Fiemme ed è lungo 69,38 km, con un dislivello complessivo di circa 1.030 metri. Il tempo di percorrenza medio è di circa 3 ore e 13 minuti alla velocità media di 21,5 km/h.

Si parte dalla cosiddetta “piana di Moena”, situata a quota 1.150 metri sul livello del mare, alle porte della città nei pressi dello stadio comunale. La partenza mattutina è uno dei momenti più spettacolari della competizione e avviene in linea e per scaglioni: primi a partire sono i “senatori” (coloro che hanno partecipato ininterrottamente a tutte le edizioni fin dal 1971) e gli atleti professionisti più forti, al centro gli sciatori che nelle precedenti edizioni hanno ottenuto un buon piazzamento, mentre in coda vi sono tutti i restanti sportivi amatoriali, affettuosamente chiamati “i bisonti”.

Dopo la partenza, alla destra del torrente Avisio, gli atleti affrontano la prima salita verso il Centro addestramento alpino di Moena della Polizia di Stato e risalgono tutta la Val di Fassa. Nei pressi di Soraga di Fassa si attraversa il torrente Avisio e si giunge a Vigo di Fassa dove, in località San Giovanni, vi è la seconda salita, breve ma soprannominata Spacagiames, ovvero “spacca gambe”. Successivamente si toccano i paesi di Pozza di Fassa, Mazzin, Campitello di Fassa fino al punto di controllo di Canazei (1.430 metri s.l.m.), dove avviene il primo giro di boa. Si torna quindi indietro, finalmente in discesa, da Canazei di nuovo fino a Soraga di Fassa, dove si affronta la terza salita, chiamata “l’Infinita” per la sua lunghezza che richiede un notevole impegno, considerando che, dopo la lunga discesa da Canazei di parecchi chilometri, i muscoli si sono raffreddati. Scendendo dalla frazione di Someda, si attraversa tutto il centro di Moena, proseguendo dritti verso la successiva Val di Fiemme. Si giunge così ai paesi di Predazzo (dove c’è il traguardo di metà gara e della Marcialonga light e Ziano di Fiemme, dove lungo la piccola salita del Diaol del Gaso gli atleti vengono calorosamente incoraggiati dal pubblico. Arrivati nel fondovalle di Fiemme, si attraversano i territori di Panchià, di Tesero (con passaggio allo Stadio del fondo di Lago di Tesero) e di Masi di Cavalese (la Cascata), fino al secondo punto di controllo di Molina di Fiemme, situato nel punto con la minor altitudine (800 metri slm): qui avviene il secondo giro di boa in direzione di Cavalese. Si ritorna indietro alla località “Cascata”, dove inizia il tratto considerato più duro e selettivo della gara: da lì partono infatti gli ultimi 2,5 km dell’impegnativa rampa finale, chiamata Full Gas o semplicemente salita della cascata, che con i suoi 144 metri di dislivello (con pendenze che arrivano fino al 12%) porta fino all’arrivo in Viale Mendini a Cavalese. Giunto al traguardo, il vincitore viene accolto con una corona d’alloro.

Lungo l’intero percorso, oltre ai numerosi tifosi ed appassionati che incitano gli sciatori, sono organizzati vicino ai centri abitati numerosi punti di ristoro con cibo e bevande calde, infermerie, aree tecniche attrezzate per la sciolinatura e la sostituzione dei bastoncini da sci danneggiati.

Concorrenti

Ogni anno partecipano alla Marcialonga molte migliaia di concorrenti. I concorrenti che hanno partecipato a tutte le edizioni della Marcialonga sono chiamati “senatori” o “pionieri”, mentre gli sciatori amatoriali che partono nell’ultimo scaglione sono denominati scherzosamente “bisonti”.

I vincitori delle categorie maschile e femminile vengono accolti all’arrivo dalla Soreghina, una ragazza originaria dei paesi attraversati dalla Marcialonga e che veste il costume della propria cittadina. La Soreghina è incaricata di premiare i vincitori con una grande corona d’alloro, infilata (o a volte lanciata in velocità) sulle spalle dell’atleta. Tuttavia, anche il concorrente che giunge per ultimo all’arrivo di Cavalese al buio della sera viene calorosamente accolto con un’identica corona d’alloro e festeggiato al pari del vincitore.

Dal momento che il punto di partenza ed arrivo sono situati in località differenti (rispettivamente Moena e Cavalese), prima della partenza gli atleti inseriscono gli oggetti personali in una sacca personale numerata (corrispondente al numero del proprio pettorale di gara), che viene consegnata all’organizzazione, la quale provvederà a riconsegnarla all’arrivo.

Si stima che durante la gara ogni concorrente consumi mediamente 4.648 calorie.

[fonte Wikipedia]

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