Nella tardo pomeriggio di mercoledì 12 agosto 2026, il cielo sopra l’Emilia-Romagna ha regalato uno degli spettacoli astronomici più affascinanti e attesi degli ultimi anni. Mentre in Spagna e Islanda la Luna ha oscurato completamente il Sole dando vita a un’eclissi totale da brividi, dalle colline della Val Parma la percezione è stata comunque profonda e suggestiva. Ci siamo recati a Rivalta, piccola frazione di Lesignano Bagni, in un punto sopraelevato circondato dal paesaggio tipico della zona, fatto di calanchi e campi coltivati. Da qui, con l’orizzonte ovest ben libero verso i rilievi dell’Appennino, abbiamo assistito al progressivo “morsicare” del disco solare proprio mentre si avviava verso il tramonto.

Cos’è successo al Sole?

1. Dinamica dell’eclissi e cronaca dell’osservazione a Rivalta (orario CET)

L’eclissi solare si verifica quando la Luna si frappone esattamente tra la Terra e il Sole, proiettando la propria ombra sul nostro pianeta. Il 12 agosto 2026 la fascia d’ombra principale ha attraversato il nord dell’Atlantico e la penisola iberica. A Rivalta l’eclissi è stata parziale, ma con una magnitudine straordinaria: al picco dell’evento, la Luna è arrivata a coprire circa il 93% del disco solare. Il Sole non è scomparso del tutto, ma si è ridotto a una sottilissima falce brillante e infuocata, calante verso le montagne.

Ore 19:29 – Il primo contatto: Il fenomeno ha inizio con il Sole ancora ben visibile. Attraverso i filtri solari si nota la prima incisura scura intaccare il bordo del disco solare.

Ore 19:56 – Il Sole sagomato e la luce metallica: L’occultazione supera il 50%. La luce ambiente cambia drasticamente: non è il classico crepuscolo, ma una luminosità fredda e surreale. L’attenuazione del flusso solare rende l’atmosfera nitida e drammatica.

ore 19:56 – oscuramento al 50%

Ore 20:22 – Il picco dell’eclissi e il tramonto a falce: È il momento di massima copertura (circa il 93%). Con il Sole ormai a ridosso del profilo dei monti a pochi minuti dal tramonto, la percezione del calore sulla pelle sfuma nettamente. Nel silenzio delle colline di Rivalta, la natura sembra fermarsi per qualche istante, spiazzata dal rapido calo di luminosità. Lo spettacolo si conclude con l’immagine più scenografica: il Sole, ridotto a uno spicchio sottilissimo, scompare dietro le silhouette delle colline parmensi mentre è ancora in corso la fase di uscita dall’ombra.

2. Perché in Italia non abbiamo visto la totalità?

La differenza fra un’eclissi totale e una parziale dipende esclusivamente dalla geometria delle ombre. La Luna proietta nello spazio due regioni principali:

  • la penombra, nella quale solo una parte del disco solare viene oscurata;
  • l’ombra (umbra), nella quale il disco lunare può coprire completamente quello solare.

Il 12 agosto la fascia dell’umbra era relativamente stretta: la sua larghezza massima era di circa 294 km. Soltanto gli osservatori che si trovavano all’interno di questa fascia potevano assistere alla totalità. Rivalta si trovava invece parecchie centinaia di chilometri più a sud rispetto alla traiettoria dell’ombra. La Luna appariva comunque sufficientemente grande da coprire oltre il 90% del Sole, ma non abbastanza da nasconderlo completamente. È proprio questa la ragione per cui, nonostante la straordinaria percentuale di oscuramento, da Rivalta non si è verificato il buio tipico della totalità e non è stata visibile la corona solare.

3. La fisica dell’evento

Dal punto di vista astronomico, il fenomeno può essere descritto attraverso alcuni parametri fondamentali. L’eclipse magnitude, o magnitudine dell’eclissi, esprime la frazione del diametro solare coperta dalla Luna. Per Parma il valore è stato circa 0,936. Questo significa che la Luna arrivava a coprire circa il 93,6% del diametro apparente del Sole. La quantità di superficie solare oscurata è invece risultata ancora maggiore, circa 92,6–92,7%. La differenza fra questi due numeri è importante: coprire il 93,6% del diametro non significa coprire il 93,6% dell’area del disco, perché l’area varia con il quadrato del diametro.

Durante l’eclissi, inoltre, la Luna non percorre una linea rettilinea sul disco solare rispetto all’orizzonte terrestre. La sua traiettoria apparente è il risultato combinato della rivoluzione della Luna attorno alla Terra e della rotazione terrestre. Il risultato osservabile è un lento avanzamento del bordo lunare sul disco del Sole, fino al massimo, seguito dalla progressiva riemersione del Sole. Nel caso di Rivalta, però, questa seconda fase è stata interrotta dal tramonto.

4. La fotografia dell’eclissi

Dal punto di vista fotografico, l’eclissi del 12 agosto presentava una particolarità completamente diversa rispetto a una normale eclissi solare osservata con il Sole alto nel cielo. Con una focale lunga è possibile registrare con grande dettaglio la falce solare, ma il paesaggio circostante tende a scomparire completamente. Con un grandangolo, invece, si può raccontare il fenomeno nel suo contesto ed il Sole diventa un piccolo elemento all’interno dell’inquadratura. Per questo motivo, un’eclissi di questo tipo offre la possibilità di realizzare immagini molto diverse fra loro: dalla fotografia astronomica stretta del disco solare fino alla composizione paesaggistica, nella quale la falce del Sole diventa parte integrante dello scenario.

Per documentare l’eclissi, ho scelto di utilizzare contemporaneamente due corpi macchina, con due configurazioni ottiche molto diverse tra loro. L’idea era quella di raccontare l’evento da due prospettive: da una parte il rapporto fra il Sole e il paesaggio circostante, dall’altra il dettaglio del disco solare durante le diverse fasi dell’eclissi.

La prima configurazione era composta da una Canon R6 abbinata al Canon RF 24-105mm. Questa combinazione è stata utilizzata per le immagini ambientate, nelle quali il Sole non doveva essere necessariamente il soggetto principale, ma parte integrante della scena. In questo caso, lo scopo della fotografia da Rivalta era includere nel paesaggio anche il Castello di Torrechiara, creando un legame diretto fra il fenomeno astronomico e uno dei luoghi più riconoscibili del territorio parmense, trasformando l’eclissi da semplice fenomeno astronomico in un evento inserito all’interno del territorio.

Per registrare invece il massimo livello di dettaglio possibile sul disco solare ho utilizzato una Canon R6 Mark II abbinata al Canon EF 100-400mm e a un moltiplicatore di focale 2×. Questo setup è stato montato su un astro-inseguitore al solo scopo di mantenere sempre il sole all’interno dell’inquadratura, senza dover ricentrare in continuazione la sfera.

L’utilizzo contemporaneo delle due configurazioni aveva quindi una finalità precisa. La R6 con il 24-105 mm serviva a raccontare dove si stava verificando l’eclissi: il Sole, l’orizzonte, il paesaggio, il castello di Torrechiara e la particolare luce del tramonto. La R6 Mark II con il 100-400 mm e il moltiplicatore 2× serviva invece a raccontare che cosa stava accadendo sul Sole, mostrando la progressiva trasformazione del disco in una sottile falce luminosa.

Le due prospettive, considerate insieme, permettono di documentare non soltanto il fenomeno astronomico, ma anche l’esperienza dell’osservatore: da una parte il paesaggio immerso nella luce del tramonto, con il castello di Torrechiara come elemento caratterizzante, dall’altra la geometria precisa dell’incontro apparente fra Luna e Sole.

Volo Ryanair RYR116N da Alicante (partenza ore 18:05) a Cracovia (arrivo ore 21:15). Modello di velivolo: Boeing 737 MAX 8-200. Data e Ora: 12 Agosto 2026 – 19:40:43 CEST (17:40:33 UTC). Posizione geografica: Sopra la Val Trebbia, nei pressi di Bobbio (Piacenza). Distanza dalla fotocamera: circa 81 km in linea d’aria. Altitudine: 36.000 piedi (~10.972 metri). Velocità di crociera: Circa 800–850 km/h.

Backstage della location di scatto:

Ho realizzato anche un video in TimeLapse di tutto l’evento:

L’articolo sulla Gazzetta di Parma del 14/8/2026 relativo al mio lavoro:

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