A distanza di 4 anni dall’ultimo viaggio in Norvegia, a fine marzo 2022 siamo stati nelle meravigliose Isole Lofoten, un arcipelago che si estende a nord-ovest e che conta più di 24.000 abitanti. 

Queste isole si trovano a circa 200 km oltre il Circolo Polare Artico, definito dal parallelo 66° nord; nonostante ciò, il clima è caratterizzato da temperature relativamente miti grazie all’effetto della Corrente del Golfo. Le temperature raggiungono i valori massimi nei mesi di luglio e agosto con 15°C di temperatura media massima e 12°C di temperatura media minima, mentre il mese più freddo è febbraio con -2°C di temperatura media minima e con 1°C di temperatura media massima.

Il loro territorio è caratterizzato da montagne che finiscono a strapiombo sul mare e il monte più alto è il Higravstinden, di 1.161 metri s.l.m.

GIORNO 1

Venerdi 25 marzo, dopo essere partiti da Bologna e goduti dall’alto lo spettacolo che solo le Dolomiti e le Alpi innevate regalano alle prime luci del giorno, siamo atterrati all’aeroporto di Evenes.

Fin da subito le Lofoten ci hanno accolto con vento e neve, giusto per farci capire dove avevamo appena messo piede! Ci siamo quindi diretti verso la struttura del primo pernottamento, l’incantevole Nyvagar Rorburhotell, poco fuori Svolvær, la città più antica del Circolo Polare Artico. 

GIORNO 2

Per tutta la notte una bufera di neve ci ha tenuto compagnia, ma alle prime luci di sabato 26 marzo il meteo ci ha regalato una piccola tregua e un’alba spettacolare! La bellissima spolverata di neve aveva creato una perfetta scenografia, rendendo il paesaggio magico: quello che non eravamo riusciti a vedere la sera prima si manifestava in tutto il suo splendore! Montagne innevate si ergevano dalle acque cristalline in perfetta simbiosi, dando forma a quello che ai miei occhi risultava come un magnifico contrasto ed una splendida fusione di due paesaggi differenti e lontani: il mare e la montagna. La barca a vela in rada rendeva ancor più perfetto questo connubio.

Dopo colazione, ci siamo avventurati in un’escursione straordinaria: la caccia fotografica in gommone alle maestose aquile di mare. Nelle fotografie sono ritratti splendidi esemplari di aquile di mare coda bianca, in grado di raggiungere una lunghezza di circa 90 cm e un’apertura alare che supera i 2,5 metri. Osservarle volteggiare sopra di noi e tuffarsi con precisione a pelo d’acqua per afferrare il pesce con i loro acuminati artigli è un’esperienza senza pari, indimenticabile e affascinante.

Giusto il tempo di tornare in porto e il cielo si è chiuso, riprendendo a nevicare copiosamente: è stata davvero una fortuna completare l’intero giro in gommone tra i fiordi con un discreto sole e una buona luce.

Prima di ripartire abbiamo fatto una veloce visita alle caratteristiche rastrelliere di legno piene di merluzzo appeso ad essicare all’aria: lo stoccafisso. Queste strutture si possono trovare in gran quantità praticamente in ogni centro abitato; vale la pena avvicinarsi e dare un’occhiata, anche se l’odore può risultare decisamente sgradevole.

La parte più prelibata, il corpo del pesce, viene esportata per essere mangiata, mentre le teste vengono impiegate nella produzione di mangime animale in polvere; di fatto del merluzzo non si butta via nulla.

Approfittando dei chiaro-scuri che si formavano tra le nuvole e del meteo che mutava quasi ad ogni curva, abbiamo effettuato qualche sosta fotografica on-the-road su insenature ghiacciate, in belvederi panoramici e nella classica stradina che guarda la parete ad anfiteatro del monte Stjerntinden (510 m s.l.m.).

Risaliti in macchina ci siamo diretti alla volta di Nusfjord, un borgo di pescatori tra più antichi e meglio conservati della Norvegia, designato nel 1975 dall’UNESCO come progetto pilota per preservare l’architettura tradizionale norvegese. Le straordinarie strutture di palafitte delimitano il porticciolo, accompagnate dalle caratteristiche case di legno rosse e gialle, mentre i baccalà pendono ad essiccare, creando una scena davvero suggestiva.

Le case di legno chiamate RORBUER (letteralmente “casa del rematore”) sono tipiche della Norvegia; la maggior parte di esse è di colore rosso, poiché in passato, per decorarle, veniva utilizzata una particolare vernice estratta dal sangue dei pesci. Questi colori hanno un significato preciso: le abitazioni rosse appartengono ai pescatori, mentre gli altri colori, come il giallo, segnalano coloro che si occupano della lavorazione del pesce o offrono altri servizi fondamentali al paese.

Lasciato il cuore in questo incantevole agglomerato di case, ci siamo fermati per catturare la bellezza di Ramberg beach, una spiaggia di fine sabbia bianca, resa ancora più speciale dalla neve fresca e dalle acque verdi cristalline, dai colori decisamente caraibici. Il capanno rosso (red hut) che domina la sabbia è uno dei luoghi più fotografati di queste isole, un vero e proprio simbolo della loro bellezza.

Ci siamo quindi rimessi definitivamente in marcia verso la meta del nostro secondo pernottamento: il celebre paesino di Hamnøy, noto per le sue famose case rosse, situato a pochi chilometri da Reine lungo la strada E10.

Il nostro albergo, l’Eliassen Rorbuer, è un’esperienza straordinaria e imperdibile, realizzato con palafitte sull’acqua all’ingresso del porto. Le immagini che seguono mostrano chiaramente la bellezza unica delle nostre camere: la vista dalla finestra della camera da letto e quella dal soggiorno sono ineguagliabili.

Lasciati i bagagli negli alloggi in tutta fretta, ci siamo diretti verso il celebre ponte per cogliere la magia dell’ora blu e fotografare il punto più iconico di tutte le isole… e le foto che abbiamo scattato ripagano decisamente l’intero viaggio!

Percorrendo tutto il ponte, vale la pena scattare anche dalla parte opposta: Sakrisøy, il meraviglioso paesino delle case gialle, si rivela una gemma incantevole nel paesaggio.

La seconda notte, come la prima, è stata caratterizzata da una intensa nevicata che ci ha fatto ancora una volta riporre le speranze di avvistare l’aurora boreale.

GIORNO 3

Alla mattina della domenica 27 marzo ci siamo rimessi in marcia, direzione Andenes, estrema punta a nord delle isole Vesteralen.

Anche questa volta, lungo il tragitto, siamo stati accompagnati da vento e neve. Il paesaggio era avvolto in un manto bianco, ma non sono mancati gli splendidi spunti fotografici: una casa con un galeone di legno parcheggiato, che riportava alla mente storie di marinai e avventure lontane, gli inconfondibili fiordi gelati, dalle acque cristalline, e un porticciolo dove i pezzi di ghiaccio venivano trasportati dalla corrente.

Finalmente, lungo la strada, ci siamo imbattuti in un maestoso branco di renne al pascolo, impegnate a cercare il loro cibo sotto la spessa coltre di neve. I loro manti bianchi e marroni si mimetizzavano perfettamente con il paesaggio invernale; abbiamo sostato in silenzio per osservarle, ammirandole mentre i loro nasi affondavano nella neve alla ricerca di licheni e ci siamo divertiti a fotografarle cercando di catturare l’essenza di quel momento unico.

Arrivati ai nostri alloggi sotto raffiche di vento fortissime, ci siamo organizzati per la cena sperando in un un momento notturno favorevole per avvistare l’aurora. In effetti, attorno alle 3 della mattina, un messaggio di un compagno di viaggio mi avvisa che fuori dalla finestra della camera si sta manifestando qualcosa… era un timido accenno di aurora, ma il fortissimo vento ancora presente mi ha fatto decidere di “voltare gallone”, fino alle 5. A quell’ora infatti il vento aveva portato via tutte le nuvole e si stava prospettando una splendida giornata di pieno sole. Era finalmente quello che aspettavamo!

GIORNO 4

Vestiti e coperti di tutto punto, all’alba di lunedi 28 marzo siamo usciti a fotografare un meraviglioso sorgere del sole sul mare quasi ghiacciato.

I caldi e dorati colori del sole, in antitesi ai freddi e ghiacciati colori del mare, creavano uno splendido contrasto che lasciava affascinati.

Finito lo shooting all’alba, ci rimettiamo in cammino verso Andenes, dove avremmo dovuto imbarcarci per un safari fotografico alle balene; tuttavia, le condizioni avverse del mare hanno purtroppo causato l’annullamento dell’escursione già dal giorno precedente. Senza la pressione dell’orario, decidiamo di sfruttare la mattinata per effettuare alcuni scatti alle spiagge lungo il percorso; qui, la schiuma delle onde ghiacciate ha creato disegni straordinari, fissando per un’ultima volta il suo dinamico moto.

Arrivati al villaggio più settentrionale dell’arcipelago delle Vesterålen, consumiamo il nostro pranzo (rigorosamente a base di squisito salmone) e facciamo un giretto verso il porto e il faro.

Si riparte quindi in direzione Evenes, dove si trova l’Hotel dell’ultimo pernottamento e l’aeroporto che ci ha accolto carichi di entusiasmo appena quattro giorni prima. Durante il lungo tragitto di ritorno, ci fermiamo per un rapido “pit-stop” vicino a un’insenatura ghiacciata e la nostra attenzione viene immediatamente catturata da ciò che il ghiaccio ha creato: bolle congelate, crepe, fenditure e onde, ancora ferme e ibernate nel loro ultimo movimento. Riusciamo persino a scoprire un grande “cuore di pietra”.

Tuttavia, proprio dietro di noi si rivela una straordinaria e affascinante sorpresa: massi che, con l’abbassarsi dell’acqua sotto lo strato di ghiaccio, perforano la crosta, facendola apparire come enormi petali bianchi!

Ripartiamo e, dopo alcune ore, ci ritroviamo di nuovo di fronte a un branco di renne che pascolano sotto la calda luce del tramonto. Senza esitazione, ci lanciamo all’inseguimento e, per l’ultima volta, le immortaliamo nelle nostre foto.

Alla sera, dopo aver cenato e con il cielo finalmente limpido e privo di nuvole, ci posizioniamo in un punto strategico, certi di poter fotografare l’Aurora Boreale. Il freddo pungente dell’aria artica non riesce a frenare il nostro entusiasmo, sempre più crescente mentre il buio si fa più profondo. Dopo una breve attesa, secondo le previsioni, ecco che si manifesta maestosa sopra le nostre teste! Le luci danzano sopra di noi mentre la nostra euforia è palpabile, perché rappresenta la ciliegina sulla torta di questo straordinario viaggio, un evento che attendevamo fin dalla prima notte! Anche se lo spettacolo dura solo una mezz’oretta scarsa, siamo comunque pieni di felicità e soddisfazione, sapendo di avere assistito a qualcosa di unico che rimarrà con noi per sempre!

GIORNO 5

Purtroppo, arriviamo a martedi 29 marzo, il giorno del nostro ritorno. Un’ulteriore nevicata notturna è tornata a imbiancare tutto, coprendo aerei e pista dell’aeroporto. Dopo un breve ritardo per permettere il de-icing dell’aereo e la pulizia della pista, saliamo a bordo con il cuore gonfio di emozioni, dopo aver vissuto 4 giorni intensi e magici in un luogo semplicemente incantevole. È difficile lasciare un posto che ci ha regalato così tanti momenti preziosi e mentre guardiamo dall’oblò dell’aereo, ci soffermiamo per un’ultima volta a scattare foto ai meravigliosi fiordi ghiacciati che ci hanno accompagnato in questo viaggio, restando come al solito incantati!

La foto che vale il viaggio

Tutta l’ambientazione è stata sempre incantevole e mozzafiato, ma l’immagine che più mi emoziona e mi riporta indietro nel tempo al viaggio intrapreso è quella scattata al delizioso paesino di Hamnøy dall’alto del ponte, durante l’ora blu, quando le calde luci avvolgono e illuminano le casette rosse, creando un’atmosfera magica e irresistibile.

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