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Dall’8 al 12 Novembre 2023, ho effettuato un breve viaggio fotografico tra la Normandia e le coste frastagliate della Bretagna; quello che segue è un “didascalico” resoconto che racchiude i migliori scatti.

Abbazia di Jumièges

L’abbazia di Jumièges, definita la più bella rovina di Francia, si trova poco lontano da Rouen, in Normandia. La sua storia affonda le radici nel lontano medioevo: fu fondata infatti nel VII secolo dopo Cristo ed è un perfetto esempio di arte romanica nel dipartimento della Senna Marittima. E’ anche uno dei più antichi e più importanti monasteri benedettini in Normandia, ma i secoli, le guerre e le razzie hanno cancellato praticamente ogni vestigia della prima costruzione.

Moulin de Moidrey

Risalente al 1806, il Moulin de Moidrey fu chiuso e abbandonato all’inizio del XX secolo. Quasi 100 anni dopo, nel 2003, questo vecchio mulino a vento è stato restaurato e inserito nella lista UNESCO del 2007. Il Moulin de Moidrey non è un museo, ma si tratta di uno dei rari mulini a vento della baia del Mont Saint-Michel ancora in uso e produce farina secondo i metodi tradizionali. 

Le Gouffre de Plougrescant

A poca distanza da Plougrescant si trova la famosa Maison du Gouffre o Castel Meur, che in Bretone significa Grand Château, una piccola casa incastonata tra due rocce giganti ed è l’emblema di questa cittadina situata nel dipartimento della Côtes-d’Armor in Bretagna.
Castel Meur fu costruita nel 1861, in un’epoca in cui non esistevano i permessi di costruzione. Il proprietario del tempo decise di edificarla con le spalle rivolte al mare in una culla tra i due scogli, per proteggerla dai violenti temporali e dalle tempeste che si scatenano durante la stagione invernale.

Roscoff

Roscoff (in bretone: Rosko) è un comune francese di 3.722 abitanti situato nel dipartimento del Finistère nella regione della Bretagna

Questa ridente cittadina affacciata sulla Manica, oggi è uno dei porti più affascinanti di Francia; le sue residenze in granito rosa raccontano un’epoca in cui armatori e corsari ne fecero la loro città rifugio. Infatti un tempo Roscoff era un covo di corsari e bucanieri che importavano illegalmente vini, liquori e altri beni fortemente tassati attraversando la Manica; divenne quindi il principale porto di contrabbando con l’Inghilterra. Questo traffico “proibito” continuò fino alla fine del XVIII secolo, quando venne firmato un accordo tra Francia e Inghilterra, con l’obiettivo di abbassare i dazi doganali.

Phare de Saint-Mathieu

Il faro di Saint-Mathieu è un faro situato su Pointe Saint-Mathieu a Plougonvelin, intorno a Brest nel Finistère. Fu costruito nel 1835 tra le rovine dell’antica Abbaye Saint-Mathieu de Fine-Terre ed è un importante faro della costa francese, con un’autonomia teorica di 29 miglia nautiche (circa 55 km).

Phare de Kermorvan

Il faro di Kermorvan si trova a nord-ovest del porto di Conquet, nel Finistère in Bretagna e fu messo in servizio nel 1849. Il faro troneggia su una roccia sulla punta della penisola di Kermorvan ed è collegato alla terra da un ponte di granito; la sua altezza è di 20,35 metri ed ha la forma di una torre quadrata.
Il faro di Kermorvan è il faro a terra più occidentale della Francia. Allineato sui fari di Lochrist, Trézien e Saint-Mathieu segnala i canali della Helle e del Four.

Phare du Petit Minou

Il faro di Petit Minou si trova sulla costa settentrionale, nel dipartimento del Finistère, non lontano da Brest, su una roccia a picco sul mare, di fronte all’omonimo forte, ed è collegato alla terraferma da un ponte di pietra.
Costruito a metà del XIX secolo, fu completamente automatizzato alla fine degli anni 80; la torre cilindrica, costruita in pietre da taglio, sale a 26 metri sul livello del mare.

Phare du Four

Il faro di Four è un faro in mare, alto 30 m, nel dipartimento del Finistère, costruito su una scogliera di granito di 25 m di diametro, all’estremità meridionale delle rocce dell’Argenton e all’inizio del canale del Four. Costruito tra parecchie difficoltà dal 1869 al 1874, è il gemello del faro delle Pierres Noires, costruito contemporaneamente a lui a sud dell’arcipelago di Molène. Il faro è noto per le immagini delle impressionanti ondate che vi si schiantano contro; la sua roccia è anche rinomata per la sua capacità di sollevare onde enormi.

Mont Saint-Michel

Il Mont Saint-Michel è un isolotto tidale situato presso la costa settentrionale della Francia, dove sfocia il fiume Couesnon, sul quale era presente Mons Sancti Michaelis in periculo maris (in latino) o Mont Saint-Michel au péril de la mer (in francese).

L’isolotto ha una circonferenza di circa 960 m e una superficie di circa 7 ettari. La roccia, una formazione granitica, si eleva a un’altezza di 92 m sul livello del mare, ma con la statua di San Michele collocata in cima alla guglia della chiesa abbaziale, raggiunge i 170 metri.

La notevole architettura del santuario e la baia nel quale l’isolotto sorge con le sue maree ne fanno il sito turistico più frequentato della Normandia e uno dei primi dell’intera Francia; l’intero sito è nel suo insieme classificato come monumento storico dal 1862. Dal 1979 fa parte dei Patrimoni mondiali dell’umanità dell’UNESCO.

Di seguito alcuni suggestivi scatti effettuati all’alba…

…e di notte

Il culto di San Michele Arcangelo, ampiamente diffuso in tutta Europa fin dall’antichità, ha fatto di Mont Saint-Michel una delle principali mete di pellegrinaggio della cristianità, infatti è uno dei tre maggiori luoghi di culto europei intitolati a San Michele Arcangelo, insieme alla Sacra di San Michele in val di Susa e al santuario di San Michele Arcangelo sul Gargano. 

La cittadina sorta sulle pendici della roccia sotto l’abbazia si articola intorno all’unica strada della Grande Rue, che sale al santuario girando intorno alla roccia. Vi si accede attraverso tre porte, la porte de l’Avancée, la porte du Boulevard e la porte du Roi.

La baia in cui sorge l’isolotto roccioso è soggetta al fenomeno delle sabbie mobili, ma è soprattutto nota per l’eccezionale ampiezza delle maree (circa 14 metri di dislivello) che, anche a causa dell’andamento piatto del terreno, risalgono con grande rapidità. Le maree della baia hanno molto contribuito all’inespugnabilità del monte, rendendolo accessibile al minimo della bassa marea (via terra) o al massimo dell’alta marea (via mare).

Leggenda e linea energetica

Esistono varie leggende sulla nascita di Mont Saint-Michel; la prima racconta che l’arcangelo Michele, nel 709, apparve al vescovo di Avranches chiedendo che gli fosse costruita una chiesa sulla roccia. Il vescovo ignorò tuttavia per due volte la richiesta finché San Michele non gli bruciò il cranio con un foro rotondo provocato dal tocco del suo dito, lasciandolo tuttavia in vita. Il cranio di Sant’Auberto con il foro è conservato nella cattedrale di Avranches. Un’altra leggenda racconta che esisterebbe una linea energetica che partirebbe dall’Irlanda fino ad arrivare ad Israele, una linea che collegherebbe in maniera dritta e precisa chiese che portano tutte il nome di San Michele. Ancora più strano è il collegamento che esisterebbe tra Mont Saint-Michel e due chiese italiane, la Sacra di San Michele in Val di Susa e Monte Sant’Angelo sul Gargano. I tre luoghi sarebbero collegati non solo dalla linea energetica, ma addirittura dalla stessa identica distanza in km tra loro. La linea energetica sarebbe stata creata dalla rotta della spada lanciata da San Michele, nell’intento di uccidere il demonio, presentatosi sotto forma di serpente.

La foto che vale il viaggio

Ho tenuto per la fine dell’articolo una serie di foto che, personalmente, valgono l’intero viaggio; sono state effettuate in uno spot molto caratteristico: les Méandres.

Extra

Come contenuto extra riporto alcune foto catturate dall’oblò dell’aereo con il cellulare:

Il Cervino
Il ghiacciaio del Monte Bianco ed il Dente del Gigante
L’Appennino Tosco-Emiliano avvolto da nebbia e nuvole, da cui spicca la Pietra di Bismantova
Il centro storico di Parma


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